Welfare aziendale: come unire impresa e benessere dei dipendenti

L’attenzione al benessere psico-fisico dei lavoratori si può declinare in molti modi: con politiche che coinvolgono i luoghi di lavoro e le dinamiche interne delle organizzazioni, ma anche con piani di sostegno a favore della salute dell’intero nucleo famigliare, o con sistemi utili ad accrescere il potere di spesa dei dipendenti. Tutto ciò si riassume in due parole: welfare aziendale.

Cos’è un sistema di welfare aziendale

Per welfare aziendale si intende un piano che comprende le iniziative promosse dall’organizzazione per la creazione e la diffusione di benessere verso i propri dipendenti attraverso un pacchetto variegato di benefit, così da migliorare la loro qualità della vita e quella dei loro famigliari.

I piani di welfare possono migliorare la retribuzione fissa e variabile del lavoratore, cioè aggiungersi a essa su libera iniziativa dell’impresa, oppure possono rientrare nella parte variabile delle retribuzioni, previo accordo con i sindacati aziendali di categoria.

Il welfare aziendale è lo strumento perfetto per coniugare responsabilità sociale d’impresa e piani di incentivazione delle risorse umane: si tratta inoltre di servizi detassati per i lavoratori dipendenti, entro certi limiti di spesa, nonché deducibili per l’azienda, sempre con limiti definiti.

Come funziona il welfare aziendale

Un buon piano di welfare aziendale prende le mosse da un’analisi dei bisogni reali dei dipendenti, attraverso cui si individuano aree di intervento e proposte di servizi aggiuntivi. La successiva progettazione del catalogo dei benefit può essere gestita internamente o attraverso una piattaforma web integrabile con l’azienda, spesso affidata a partner specializzati. Il singolo lavoratore, partendo da un budget stabilito dall’impresa, potrà poi scegliere i servizi più congeniali e costruire così il proprio piano welfare su misura.

Tra i benefit più comuni ci sono quelli di welfare familiare(asilo nido, spese scolastiche ecc.) e quelli di utilità sociale (assistenza sanitaria, assistenza sociale, previdenza complementare ecc.).

Un piano welfare impone degli obblighi per l’azienda: innanzitutto, deve essere erogato a tutti i dipendenti, nonché quello di garantire a ognuno la medesima possibilità di scelta e gestione. I benefici, sia per l’organizzazione sia per i lavoratori, sono senza dubbio maggiori.

Tutti i vantaggi di un sistema di welfare nel 2021

Secondo alcune ricerche in materia (una di McKinsey, ad esempio), l’erogazione di welfare aziendale spinge i dipendenti a limitare le assenze durante l’anno (-15%) e a dare valore all’organizzazione ben oltre la cifra messa a disposizione dei lavoratori.

La soglia di esenzione per i servizi accessori, nel 2021, è di 258 euro, mentre quella per la previdenza complementare raggiunge i 5.164 euro e quella della cassa sanitaria si attesta a 3.615 euro.

Ecco alcuni vantaggi concreti di un buon piano welfare:

  • riduce il cuneo fiscale sia per l’azienda sia per i dipendenti;
  • aumenta il potere d’acquisto dei lavoratori;
  • migliora il clima aziendale e concilia il rapporto famiglia-lavoro;
  • genera benefici diretti sulla produttività aziendale.

I benefici sul medio e lungo periodo, tra le mura dell’ufficio e fuori, sono innumerevoli: questo ha spinto molte imprese a prevedere misure di welfare e, nel 2020, oltre il 57% dei contratti a tempo indeterminato poteva contare su servizi assimilabili, con un credito in welfare di 860 euro annui disponibili pro capite.

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