Come gestire al meglio i rifiuti aziendali

L’attenzione alla sostenibilità ambientale, al benessere e alla responsabilità sociale si declina, oltre che nell’attenzione verso le emissioni inquinanti rilasciate nell’atmosfera, anche nella quotidiana gestione dei rifiuti aziendali, da trattare secondo le normative vigenti non solo per rispettare gli obblighi di legge ed evitare sanzioni amministrative e penali, ma anche per migliorare la consapevolezza del proprio impatto sull’ecosistema.

La procedura: dalla classificazione al deposito dei rifiuti

La procedura per curare al meglio ogni aspetto della gestione dei rifiuti aziendali si articola in più fasi. Serve innanzitutto classificare correttamente i rifiuti: analizzando attentamente i processi di produzione è possibile stabilire se si tratta di rifiuti pericolosi o meno, attribuendo in questo modo il codice giusto rispetto alla classificazione CER. Per classificare ogni scarto è necessario essere in possesso delle schede di sicurezza dei prodotti utilizzati, così da sapere come la materia prima è stata trattata e aggiornare periodicamente i codici.

Altro aspetto da curare è la quantità di rifiuti presenti in azienda, con una appropriata gestione del così detto deposito temporaneo, che a seconda del ritmo di produzione degli scarti può essere regolato temporalmente (con cadenza massima trimestrale) o in base alla quantità accumulata (ogni 30 metri cubi di rifiuti accumulati, di cui al massimo 10 metri cubi pericolosi). Il deposito temporaneo non può mai giacere in azienda per più di un anno, in nessun caso.

È poi importante monitorare ogni azione di gestione dei rifiuti in un registro di carico e scarico, in cui indicare le quantità di scarto prodotte (fase di carico) e smaltite (fase di scarico), con una latenza massima di 10 giorni lavorativi tra l’azione e la compilazione.

Il trasporto e lo smaltimento devono avvenire tramite realtà autorizzate a gestire lo specifico codice CER e l’azienda è responsabile della verifica delle corrette autorizzazioni. Il corretto smaltimento va documentato con un formulario di identificazione in quattro copie: la prima a carico del produttore dello scarto, che deve anche ricevere la quarta copia entro 90 giorni dalla data di trasporto dello stesso.

Qual è la normativa sui rifiuti e come essere adeguati

La normativa vigente in materia di gestione dei rifiuti aziendali è il risultato di regolamentazioni italiane ed europee. I testi di riferimento sono il D.lgs 152/2006e le direttive 2008/98/CE e 2014/955/UE.

Per essere certi di rispettare ogni aspetto legislativo, può essere utile sviluppare delle buone pratiche aziendali capaci di portare consapevolezza sui diversi aspetti legati al trattamento dei rifiuti prodotti negli uffici e nei poli produttivi.

  1. Eseguire un audit dei rifiuti aziendali, così da avere una cognizione esatta di quanto prodotto e della tipologia di scarti, raccogliendo i dati in modo organico e puntuale (dove vengono prodotti, in che quantità, con che caratteristiche, come trattarli) e sviluppare una procedura operativa completa e verificabile. Questo aiuta a limitare gli errori e i costi, salvaguardando l’ambiente.
  2. Formare i dipendenti sui processi corretti, così da generare consapevolezza in ciascuno dei collaboratori aziendali, non solo a livello dirigenziale, e favorire le buone abitudini di riciclo, gestione personale e salvaguardia delle materie prime ove possibile. Nessun reparto è esente dalla produzione di rifiuti e dunque tutti i dipendenti devono partecipare attivamente alla raccolta.
  3. Sviluppare una policy interna adeguata, così che i dati raccolti dall’audit siano alla base di una corretta strategia di raccolta e smaltimento, capace di intervenire sulle criticità, che possono essere quantitative, qualitative o gestionali. Una policy interna su misura aiuta a coordinare ogni azione con la finalità comune del rispetto della normativa.

I vantaggi di una corretta gestione dei rifiuti

Pratiche corrette non solo evitano le sanzioni, ma migliorano l’ambiente di lavoro e di conseguenza la vita in azienda, abbattendo i costi di gestione della raccolta e dello smaltimento, favorendo la sostenibilità d’impresa e promuovendone la sostanza green. Un apporto concreto e necessario per ogni realtà, in ogni parte del territorio italiano.

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