Formazione obbligatoria, come e perché aggiornare le competenze dei lavoratori

Migliorare e aggiornare le competenze dei lavoratori non è solo una esigenza legata all’evoluzione del business aziendale, ma anche un obbligo che le imprese devono assolvere e che costituisce a tutti gli effetti una delle attività dell’organizzazione, che coinvolge il comparto HR, i responsabili di area e i dipendenti.

La formazione obbligatoria riguarda in particolar modo l’ambito della sicurezza, con corsi finalizzati a dare ai lavoratori - assunti con qualunque tipologia di contratto - la giusta consapevolezza dei rischi di ciascuna mansione e delle misure utili a prevenire o proteggere dagli infortuni.

Cosa si intende quanto si parla di formazione obbligatoria

A prevedere la formazione obbligatoria e a regolarla sono il Decreto Legislativo 81 del 2008 e il successivo accordo tra lo Stato e le Regioni, siglato a fine 2011.

Quando formare i lavoratori diventa un obbligo

Ogni qual volta viene assunto un nuovo dipendente che non è già in possesso di un attestato di frequenza per corsi legati alla sicurezza. L’attestato ha durata quinquennale ed entro questo periodo il dipendente deve svolgere un corso di aggiornamento, con relativa attestazione di presenza.

In che tempi avviene questa tipologia di formazione

L’azienda deve provvedere alla formazione specifica dei neo-assunti entro i primi due mesi di lavoro. Qualora questi fossero già dotati di attestazione, vi è l’obbligo di un aggiornamento entro i cinque anni dal rilascio della stessa.

Chi deve sostenere la formazione obbligatoria

Tutti i dipendenti devono essere adeguatamente formati o aggiornati secondo i tempi e le modalità previste. Nessuno è escluso dall’obbligo formativo.

Come sono declinati i corsi di formazione sulla sicurezza

Tutti i lavoratori sono obbligati a frequentare un primo corso di 4 ore, una formazione generale sulle questioni legate alla sicurezza. Una seconda fase più specifica dipende invece dai rischi cui i dipendenti sono esposti durante le attività, ovvero dal settore di appartenenza dell’azienda. Se i rischi sono bassi, vi sono 4 ore aggiuntive di formazione. Rischi medi prevedono altre 8 ore di obbligo formativo. Per le realtà ad alto rischio, servono invece 12 ore aggiuntive. Entro cinque anni dal rilascio della prima attestazione, c’è l’obbligo di frequentare un aggiornamento di ulteriori 6 ore.

Di cosa tratta l’accordo Stato-Regioni del dicembre 2011

Il 21 dicembre del 2011, Stato e Regioni siglarono un’intesa sulla “durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione” obbligatoria, nonché sull’aggiornamento di lavoratori, lavoratrici e dirigenti. L’accordo dettaglia sia l’organizzazione sia le modalità della formazione, che si fonda sul sistema dei crediti formativi certificati dagli attestati di frequenza, ma anche sui requisiti verificati dei docenti.

Insomma, l’intesa tra istituzioni nazionali e locali ha regolato l’operatività della formazione obbligatoria, che però ha anche altri fondamenti legislativi: i suoi principi sono stati definiti già nel Decreto legislativo 81 del 2008.

Cosa dice il D.Lgs 81/08 e perché è importante

Il Decreto specifica le normative per la sicurezza nei luoghi di lavoro e prevede l’obbligo, a carico dell’azienda, di fornire a tutti i lavoratori una formazione adeguata sulla sicurezza e la salute in ambito lavorativo. Esclusivamente per collaboratori e famigliari, la formazione è facoltativa.

Come detto, la formazione obbligatoria deve svolgersi entro i primi 60 giorni dall’assunzione, ma la normativa prevede anche che, in caso di nuova assunzione, cambio mansioni o introduzione di nuove attrezzature, i lavoratori debbano essere adeguatamente preparati, anche con corsi specifici.

La formazione obbligatoria, secondo il D.Lgs 81/2008, non comprende altri obblighi di addestramento relativi ad alcuni rischi specifici, come quelli dovuti all’uso di macchinari particolari o l’uso di DPI, primo soccorso ecc.), che vanno dunque trattati a parte.

Inoltre, la normativa stabilisce che in caso di irregolarità per la mancata formazione di un lavoratore, l’azienda possa incorrere in sanzioni amministrative o penali, con multe sino a 5.699 euro.

La formazione, un valore oltre la sicurezza

Se la formazione obbligatoria è definita dalla legge ed è inderogabile, i datori di lavoro stanno scoprendo negli ultimi anni il valore aggiunto delle attività di addestramento e aggiornamento.

Al di là della fondamentale sicurezza sul lavoro, essere costantemente formati significa migliorare le competenze, progettare l’evoluzione delle attività d’impresa, migliorare produttività e anche la percezione del benessere aziendale, la sostenibilità ad ampio spettro dell’universo lavorativo, fatto soprattutto di persone e del loro capitale umano.

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